7 aprile 2010

I DLC, questa vituperata disciplina

A me i DLC, o contenuti aggiuntivi da scaricare dietro pagamento di somme più o meno consistenti di denaro, non stanno antipatici per principio. Mi danno fastidio quando li annunciano ancora prima che esca il gioco, quello sì, e quando sembrano roba spudoratamente tolta dal gioco per essere venduta a parte, come è successo con Resident Evil 5 o il finale di Prince of Persia. E non sono nemmeno uno di quelli che fanno la proporzione tra somma pagata per un gioco e la sua durata, come se i due valori dovessero essere per forza direttamente proporzionali.

Detto questo, ieri è uscito il primo DLC a pagamento di quel fottuto capolavoro che risponde al nome di Mass Effect 2, dedicato al dodicesimo personaggio reclutabile per il nostro gruppo, la ladra Kasumi Goto. Il prezzo è di 560 punti BioWare/Microsoft, che corrispondono a circa 4,50 sterline (il conto in euro fatevelo voi).
Dura quanto annunciato al tempo da BioWare, vale a dire un'ora abbondante. Nonostante la sua breve durata, questa missione aggiuntiva offre un'avventura autoconclusiva di ottima qualità, sia dal punto di vista meramente ludico che da quello narrativo. Kasumi è infatti un personaggio interessante, caratterizzato con abilità nonostante le tutto sommato poche battute che scambiamo con lei, e le sue motivazioni sono rese con un gradito tocco delicato.

Quando l'ho finito, ho pensato immediatamente "Di già?", ma poi mi sono reso conto che la reazione era dovuta al fatto che di ME2 non ne ho mai abbastanza. Dovrei ricominciarlo, ma non voglio creare un altro Shepard, il mio è quello che ha concluso con successo la missione suicida, e rifare tutto manderebbe all'aria il senso di continuità con il futuro ME3, che non uscirà mai abbastanza in fretta.
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