23 giugno 2003

L'ombrello.

I giapponesi hanno un rapporto molto particolare con l'ombrello. È praticamente impossibile vederne uno sprovvisto di tale accessorio in caso di pioggia, mentre in caso di tempo nuvoloso, la maggior parte delle persone ne avrà comunque uno con sé. Il bello è che questi ombrelli non sono i classici ombrellini portatili diffusissimi nel Regno Unito (e così mi sembra di ricordare anche in Italia), ma sono normali ombrelli non "tascabili". Sorprende quindi quanto non trovino fastidioso girare con quel pezzo di legno. E comunque, anche nel caso qualcuno sia senza in caso di pioggia improvvisa, è facilissimo comprarne uno ovunque a un prezzo che non va mai oltre i 1000 yen. Sembra tirare molto il modello trasparente, con quello interamente nero subito dietro.
L'uso dell'ombrello è tra l'altro diffusissimo anche tra i giovani, categoria notoriamente refrattaria all'uso di tale oggetto, anche al venerdì e sabato sera. Per chi arriva da Londra come me, è quasi uno shock vedere un gruppetto di ventenni che stanno andando a divertirsi con in mano i loro ombrelli, abituato come sono agli animali inglesi che girano in jeans e maglietta e le ragazze che girano in minigonna e sandali senza calze anche il 31 dicembre, senza ombrello, quali che siano le condizioni atmosferiche.
Parlando un po' con gli amici di questo fatto, pare che i giapponesi abbiano la fobia delle piogge acide e preferiscano evitare di bagnarsi con l'acqua piovana. Personalmente, penso che abbia anche a che fare con le atomiche sganciate nel corso della seconda guerra mondiale e che abbiano quindi una paura "genetica" per qualsiasi cosa provenga del cielo. Oh, potrebbe essere una cazzata, ma mi sembra una teoria interessante, non che abbastanza plausibile.
Mi riprometto comunque di affrontare questa questione con qualche amico giapponese alla prima occasione utile. Devo ammmettere che la cosa mi incuriosisce molto.

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