7 settembre 2010

The Taking of The Pelham 123

Non deve essere facile essere Tony Scott. Già mi immagino alle feste o altre occasioni sociali conversazioni tipo:
"Piacere, Tony. Tony Scott."
"Ah, ma sei mica parente di quello di Blade Runner?"
"Sì, è mio fratello. E faccio anch'io il regista."
"Ma pensa. Certo che Blade Runner era proprio bello. Tu invece che hai fatto?"
"Ah, ne ho fatti molti, come Top Gun, The Last Boyscout e True Romance."
"Ah, capisco..."
Magari questa storia va avanti dai tempi della scuola, con Ridley che faceva il bel tenebroso intellettuale ed era il cocco di mamma mentre Tony che passava le serate al pub a fare le gare di rutti con gli amici. Poraccio, non lo invidio.

The Taking Of The Pelham 123, titolo originale inglese che non sarà evocativo [ROTFL] come quello italiano, ma fa comunque la sua porca figura, è in tutto e per tutto un film del buon Tony. È un thriller mascherato da film d'azione che gioca a fare il thriller, anche ci si mette poco a capire il segreto del thriller. Ci sono pure due personaggi principali ottimi interpretati da Denzel Washington e un John Travolta che gigioneggia come al suol solito, e ci sono John Turturro e James Gandolfini a fare i bravi comprimari.

The Taking Of The Pelham 123 è un bel film solido e fatto con mestiere, soprattutto grazie agli ottimi dialoghi. Già, perché persino in un film Tony Scott ci possono essere dei dialoghi scritti come si deve. Peccato solo che Tony ogni tanto si lasci andare un po' troppo con i movimenti di telecamera inconsulti e il montaggio sincopato che fanno un po' troppo video musicale, e peccato anche che il finale sembri un po' fuori posto in un film come questo. È forse un filino freddo, con tutto così preciso e al suo posto che sembra mancare un vero coinvolgimento emotivo, ma oh, poteva andare molto, ma molto peggio.
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