26 agosto 2004

I giapponesi e l'ingrese

I giapponesi hanno un rapporto piuttosto conflittuale con le lingue straniere, specialmente con l'inglese.
La lingua giapponese è molto differente dalla nostra. Tra le sue particolarità che saltano subito all'occhio c'è l'incapacità pressocché cronica dei giapponesi di pronunciare e leggere la lettera "l"; altra cosa piuttosto buffa è la l'impossibilità della lingua giapponese di avere consonanti senza vocali: per esempio, Alessandro, per un giapponese, è una cosa tipo Aressandoro. Sono bellissimi, nevvero?

Per esempio, ieri sera sono andato a mangiare fuori con il collega francese, Mathieu, in un localino minuscolo a Shibuya che serve uno dei curry giapponesi (diverso da quello indiano) più buoni della città. Ci eravamo già stati, quindi sapevamo più o meno come destreggiarci tra i vari menu pieni di kanji, ma il cameriere, gentilissimo, ci ha portato un menu in inglese. Era tutto scritto in inglese più che decente, se non fosse stato per un indecifrabile "Cram curry". Nemmeno Mathieu aveva idea di cosa potesse essere quel "cram", così, preso da irrefrenabile spirito di avventura, decido di ordinarne una porzione.
Tempo qualche minuto, mi arriva la pietanza che avevo chiesto: riso e curry con le vongole. Sì, vongole, clam in inglese, cram per il giapponese medio. Era tutto molto buono come al solito, peccato che io, ignaro di quello che avevo appena ordinato, avessi aggiunto al tutto un po' di pollo fritto... sì, insieme alle vongole... Vabbé, poteva andare peggio.

Fortunatamente per noi, l'idiosincrasia nipponica per le lingue straniere non si ferma alla mera forma, ma si estende anche ai concetti espressi con la stessa. È molto facile trovare magliette, pubblicità e quant'altro con testi in inglese che non hanno il benché minimo significato compiuto. Certe cose hanno veramente dell'incredibile. Per farvene un'idea migliore, vi consiglio vivamente questo sito che è qualcosa di fenomenale.
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