20 marzo 2010

Good night, and good luck

Con queste parole, Edward R. Murrow si accomiatava dai suoi telespettatori dagli studi della CBS degli anni '50, e sono anche il titolo di questo film diretto nel 2005 da George Clooney.

Murrow è una figura importante della storia recente americana e un simbolo del giornalismo responsabile. Fu infatti il primo giornalista televisivo a criticare esplicitamente, nel 1953 durante il suo programma See It Now, Joseph McCarthy e la sua caccia alle streghe comuniste che, a suo dire, si erano infiltrate a tutti i livelli della società americana e che rappresentavano una seria minaccia per la sicurezza nazionale. Questa campagna creò un clima di paura tangibile nel pubblico, già angosciato dalla pensiero costante di una possibile guerra atomica contro l'allora Unione Sovietica, incapace di fidarsi persino dei propri famigliari, tutti potenziali delatori. I metodi di McCarthy violavano i più basilari diritti civili e costituzionali degli accusati, di solito portati alla gogna sulla base di voci e pettegolezzi, raramente supportati da prove concrete, se non addirittura basati su menzogne spudorate.

Il film di Clooney è un lavoro di classe, realizzato con uno stile pulito ed essenziale che mette in risalto le cose importanti. L'interpretazione di David Strathairn è perfetta, sobria e in sintonia con la vicenda.
Tuttavia, ciò che colpisce davvero del film è quanto ancora attuale sia la vicenda raccontata. Impossibile non pensare a Guantanamo Bay quando il film tratta del diritto di un imputato a conoscere i capi di accusa che pendono sulla sua testa e a guardare in faccia i suoi accusatori. Così come non si può fare a meno di fare un parallelo con quello che accade troppo spesso in Italia e altrove quando i giornalisti si piegano al potere politico per interesse personale e smettono di fare il loro dovere di informare il pubblico, di criticare e scrutinare l'operato dei potenti.

Murrow era una giornalista brillante e si rese conto già al tempo dell'enorme potere informativo, o anestetizzante, della televisione. Tra le tante sue frasi che vale la pena di ricordare, quella che mi è rimasta più impressa è: "La televisione sta guadagnando troppi soldi facendo del suo peggio per cominciare a fare del suo meglio".
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