13 gennaio 2011

In The Loop

Le decisioni prese dai potenti, dai politici eletti democraticamente spesso ci fanno incazzare come delle iene, e il più delle volte non sappiamo a come sono arrivati a quella decisione. Ignoriamo i giochi di potere che avvengono dietro le quinte, gli scambi, le trattative, i compromessi, le promesse che i vari protagonisti si scambiano per ottenere quello che vogliono o, per lo meno, limitare i danni. Il che è un bene, mi verrebbe quasi da pensare.

In The Loop è una commedia satirica che mostra quello che accade dietro le quinte mentre la Gran Bretagna e gli Stati Uniti stanno cercando di convincere il resto del mondo che è il caso di dichiarare guerra (non è specificato a chi, ma il riferimento alla guerra contro l'Irak è piuttosto chiaro). Ovviamente non tutti sono d'accordo da entrambi i lati dell'Atlantico e nel mezzo ci finisce Simon Foster, il non proprio sveglissimo ministro dello sviluppo straniero (o qualcosa del genere) che, a causa delle sue inopportune dichiarazioni, si ritrova conteso tra i guerrafondai e i pacifisti.
I dialoghi e le situazioni fanno ridere, di gusto, ma lasciano anche l'amaro in bocca perché lasciano il dubbio su quanto somiglino alla realtà. Poi ci sono un mucchio di attori tanto bravi sui quali svetta Peter Capaldi nel ruolo dello sboccatissimo spin doctor del governo inglese. Girato con uno stile da finto documentario, con inquadrature deliberatamente scomposte, l'impressione è quella di essere una mosca che osserva indisturbata l'indegno spettacolo politico. E viene da chiedersi se la dichiarazione di guerra all'Irak sia stata risolta in un modo tanto pietoso e grottesco.
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