10 gennaio 2011

Catfish

La prima regola di Catfish è non parlare di Catfish. Meno si sa di questo documentario quando si comincia a guardarlo e meglio è. Non che sia un giallo complicatissimo con colpi di scena che si susseguono per tutta la sua durata, ma riesce comunque a sorprendere e coinvolgere. E l'assassino non è il pesce gatto.

Senza rivelare troppo, Catfish è un documentario realizzato da Henry Joost e Ariel Schulman che ha come protagonista il fratello di quest'ultimo, Yaniv, in una relazione interpersonale nata e cresciuta nell'era di Facebook e del GPS.
È un documentario intelligente e girato con notevole talento. Certo, si potrebbe discutere all'infinito su alcuni suoi aspetti (usate i commenti, se volete farlo, senza paura degli spoiler, mentre chi non lo ha ancora visto se ne tenga alla larga), ma è decisamente un film moderno in tutti i sensi del termine, sia per l'argomento che per la sua realizzazione, stimolante e interessante proprio per quegli aspetti che lo rendono "controverso" (le virgolette sono usate apposta).

Nota di colore: qui a Londra il film è uscito quasi contemporaneamente nei cinema e in DVD.

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