11 ottobre 2010

Mesrine

Jacques Mesrine è uno tosto: è belloccio, tira su figa a pacchi senza problemi, ha la parlantina adatta a trarsi d'impaccio in quasi qualsiasi situazione, è capace di farsi rispettare, ha successo sul lavoro. Peccato che come carriera abbia scelto di fare il criminale, specializzato nelle rapine in banca, ma con escursioni nel mondo dei rapimenti e dei furti con scasso, e numerosi omicidi a suo carico. Ah, come se non bastasse, è un personaggio reale.

La sua storia è raccontata in due film, L'instinct de mort e L'ennemi public n°1, il primo dei quali è basato sull'autobiografia che Mesrine scrisse durante uno dei suoi numerosi soggiorni in carcere. Tuttavia, il regista si premura di sottolineare all'inizio di entrambi come ogni film sia un lavoro di finzione e che, in quanto tale, non possa riprodurre fedelmente la complessità della vita umana.

Della durata totale di circa quattro ore, i film, come ovvio che sia, sono due gangster movie che seguono la vita di Mesrine dai suoi inizi come semplice rapinatore, passando per i numerosi exploit criminosi su entrambi i lati dell'oceano Atlantico che lo hanno portato a vedersi riconoscere da parte di stampa e autorità il titolo di nemico pubblico francese numero uno, fino alla sua morte avvenuta nel 1979 alla periferia di Parigi in quella che sembrò a tutti gli effetti un'esecuzione sommaria da parte della polizia, incapace per quasi vent'anni di fermare legalmente e una volta per tutte Mesrine (che ovviamente fu anche capace di fuggire più volte di prigione).
Interpretato da un bravissimo Vincent Cassel, Jacques Mesrine è un personaggio carismatico che incarna perfettamente il ruolo del ladro (quasi) gentiluomo che riesce ad accattivarsi stampa e pubblico nonostante fosse tutt'altro che un santo che non si faceva scrupoli a sparare in mezzo alla strada nel tentativo di fuggire dalla polizia. Crea nello spettatore la fastidiosa sensazione che si prova quando si fa il tifo per uno dei cattivi e il regista non fa molto per evitare che questo accada. Ma Mesrine non era un semplice criminale, era anche un personaggio pubblico, perfettamente a proprio agio davanti ai giornalisti e davanti alle telecamere. La sua vita ricorda quella di John Dillinger, il famoso gangster americano degli anni '30, nel modo in cui diventò quasi dipendente dalla propria fama al punto da non poterne fare più a meno.

Dei due, il primo film è sicuramente il più equilibrato nella narrazione, anche se forse avrebbe dovuto analizzare maggiormente l'impatto della partecipazione alla guerra d'Algeria sul giovane Mesrine, mentre il secondo si dilunga troppo verso la fine in aspetti dell'evoluzione di Mesrine che, per quanti importanti, appesantiscono lo scorrere del film nonostante ci sia molta più azione, ma per il resto sono ottimi esempi di film biografici con un personaggio decisamente fuori dal comune.
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