17 novembre 2009

Il quadernetto della morte

Dopo più di un anno dall'acquisto del primo volume, ho recentemente finito Death Note, manga scritto da Tsugumi Ohba e disegnato da Takeshi Obata.
Per chi non lo sapesse, i 12 lunghi volumi narrano le vicende di Light Yagami, un ragazzo dall'intelligenza fuori dal comune, che trova il quaderno di uno shinigami, un dio della morte dall'aspetto decisamente inquietante. Questo quaderno ha la particolarità di uccidere qualsiasi persona il cui nome venga scritto sulle sue pagine, esattamente nella modalità e alla data specificata e in mancanza delle quali morirà semplicemente di attacco di cuore dopo quaranta secondi. Light decide di arrogarsi il diritto di punire tutti i malvagi con il fine ultimo di rendere il mondo un posto migliore e, già che c'è, diventare una specie di dio in terra. A questo suo piano si opporrà L, un enigmatico e geniale investigatore che cercherà in tutti i modi di incastrarlo.

È una storia molto complessa, quella raccontata da Ohba, fin troppo mi verrebbe da dire, che sì affascina per l'ingegno e la logica sfoggiata nei lunghi e intensi dialoghi, ma che esagera anche con la ricerca disperata della trovata a effetto in tutte le occasioni. Con l'avanzare della narrazione, la vicenda si sfilaccia e perde attrattiva, e il tutto prende un tono fin troppo prolisso. Sono arrivato in fondo più per la curiosità di vedere come sarebbe andata a finire che per un reale interesse nelle vicende dei protagonisti.

Avevo sentito un gran bene di questo Death Note, ma alla fine mi ha leggermente deluso. Parte bene, ma Ohba ha tirato le cose troppo per lunghe. Peccato.

Per la cronaca, da questo fumetto sono stati tratti anche una serie animata e un film con attori in carne e ossa che penso mi guarderò bene dal vedere.
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