5 dicembre 2011

Blood Story

Mesi di inattività sul blog, mesi di scazzo nella vita di tutti i giorni.

Comunque, dicevamo, Blood Story. Avrebbero potuto anche dire ai poveri traduttori italiani che avrebbero fatto ben due film diversi con titoli simili, eh. Così l'originale svedese Let The Right One In è diventato, abbastanza arbitrariamente, ma tutto sommato correttamente, "Lasciami entrare", mentre il rifacimento americano intitolato Let Me In è diventato [risata trattenuta a fatica] Blood Story. Ora, tralasciando le solite menate sui rifacimenti yankee di film in lingua non inglese, verrebbe da pensare che non ci sia molto da scrivere su Let Me In. E invece vale la pena di spendere due parole per questo film, perché il regista e sceneggiatore Matt Reeves, quello di Cloverfield, ha preso molti degli elementi positivi della pellicola originale e ne ha anche aggiunti alcuni di nuovi, facendo di Let Me In un film sufficientemente diverso da meritare di essere visto.


Sebbene trasferito geograficamente a Los Alamos, New Mexico, la storia si svolge ancora nei primi anni '80 e ha ancora come protagonista un dodicenne trascurato dai genitori divisi e tormetanto da tre bulli a scuola. Owen, questo il suo nome, stringe però amicizia con Abby, una strana ragazzina che si trasferisce nell'appartamento di fianco al suo. Ragazzina che è umana solo all'apparenza e che cambierà l'esistenza dell'adolescente.

Senza approfondire ulteriormente la trama, Blood Story conserva l'atmosfera originale, aggiunge qualche scena horror che non ricordavo nel film svedese e riesce anche a farci vedere con efficacia e tatto come cresce il rapporto di affetto tra i due protagonistim, in particolare in due scene molto belle (peccato che però anche in questo caso abbiano tralasciato la mia preferita del libro). Per certi versi, Blood Story è forse meglio perché lascia da parte alcune trame secondarie tratte dal libro e che in "Lasciami entrare" erano appena accennate e non appronfondite a sufficienza. Insomma, alla faccia di quelli che hanno sempre da ridire contro i remake americani, Blood Story si è rivelato un film all'altezza di "Lasciami entrare" e del libro da cui è tratto. Ebbravo Matt.
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