4 aprile 2011

The Arbor

Nel 2007, una donna inglese fu condannata per essere responsabile dell'omicidio colposo di suo figlio di due anni, morte causata da un'overdose di metadone. La donna era un'eroinomane con un passato di prostituzione, abusi da parte di uno dei suoi partner e la morte della madre di 29 anni quando lei ne aveva solo 10. Questa storia ebbe grande risonanza sui giornali e le televisioni inglesi, ovviamente, ma ciò fu dovuto anche all'identità della donna: lei era Lorraine Dunbar, figlia di Andrea Dunbar, l'autrice di tre pièce teatrali molto famose nel Regno Unito, nata e cresciuta in un'area popolare di Bradford, alcolizzata e morta, come già scritto, a 29 anni a causa di un'emorragia cerebrale non prima di avere avuto due figlie e un figlio da tre uomini differenti, di cui Lorraine è la più grande.

The Arbor di Clio Barnard è un documentario che racconta, attraverso interviste a Lorraine e ad altri membri della famiglia, amici e conoscenti dei Dunbar, la tragica storia di Lorraine e lo sconcertante parallelo tra la sua vita e quella di sua madre. Tutte le interviste sono fatte in presa diretta alle persone vere, ma, a parte qualche filmato d'epoca, sono sovrapposte alle interpretazioni di attori veri. Questo stratagemma evita che The Arbor si trasformi in quella pornografia emotiva che fin troppo spesso si vede nella televisione moderna e fa sì che la tragicità della vicenda e dei racconti sia veicolata in tutta la sua terribile crudezza, senza filtri di nessun tipo. Le interviste sono inframmezzate da brevi tratti della prima opera della Dunbar, The Arbor appunto, recitati sulle strade dove Andrea è nata e cresciuta di fronte a un pubblico formato dagli abitanti della zona.

The Arbor è un'opera di una tristezza indicibile, deprime e lascia un reale senso di angoscia, ma è anche un film realizzato in maniera brillante e creativa.
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