18 luglio 2011

El secreto de sus ojos

Il problema di vedere film che hanno raccattato premi a destra a manca è che, se non ti piacciono, ti viene il dubbio di non capirne una sega, di cinema. Il segreto dei suoi occhi è appunto uno di questi film, dato ha vinto l'Oscar 2010 come miglior film straniero e che ha esaltato un po' tutti o quasi. E che a me ha abbastanza annoiato.

Questo film argentino se la tira da poliziesco thriller drammone romantico politico per più di due ore e nella prima oretta circa riesce anche a essere abbastanza piacevole e interessante. Anche perché è il tipico film un po' paraculo con tutte quelle cose messe apposta lì per imbonire il pubblico, i dialoghi con le frasi a effetto che un utente medio di Tumblr ci campa per un mese, le inquadrature da protofighetti di scuola del cinema e un cast di attori tutto sommato bravi. Il problema è davvero la lunghezza, perché quello che succede in due ore poteva essere tranquillamente sfrondato e ridotto a livelli più accettabili. Il backgroung storico dell'Argentina della metà degli anni '70 è messo lì tanto per far scena e permettere agli autori di bullarsi con gli amici di aver affrontato la questione nel loro film, e anche la sottotrama romantica non aggiunge granché.

Nonostante i troppi passaggi a vuoto, soprattutto nella seconda parte, "Il segreto dei suoi occhi" ha un buon intrigo e una discreta, sebbene scontata, riflessione sul concetto di giustizia e sulle conseguenze delle proprie scelte, che però non bastano a salvarlo da un giudizio negativo. Se poi penso che ha vinto l'Oscar al posto di gemme come Das weisse Band e Un prophète...
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