18 luglio 2008

Ammazzarsi di lavoro

Questa espressione è solamente un metafora.

O, per lo meno, lo è in praticamente tutto il mondo tranne che in Giappone. In Giappone la gente si ammazza sul serio di lavoro. E spesso lo fa persino gratis, visto che lo straordinario e i corsi di aggiornamento sono considerati da molte compagnie dei "contributi volontari" da parte del lavoratore. Le ore extra arrivano addirittura a toccare le 80 ore settimanali. Pensateci, solo gli straordinari sono più del doppio delle normali ore lavorative di un comune impiegato occidentale.

La morte da lavoro eccessivo ha addirittura un nome in giapponese: karoshi (過労死). Negli anni '80 è stata riconosciuta ufficialmente dal governo giapponese come causa possibile di morte.

Le motivazioni che spingono i giapponesi ad arrivare a tanto sono molteplici, alcune tipicamente nipponiche, altre più comuni: la paura di perdere il posto, l'essere un grande lavoratore visto come un pregio da parte della società giapponese, il considerare il bene della collettività prima del proprio personale sono probabilmente le più importanti.

Questo è solo uno dei casi di karoshi in Giappone, la morte di un manager di un ristorante della catena Skylark, ma non è l'unico. Il solo lato positivo di queste storie tristi è che finalmente le compagnie cominciano a essere riconosciute responsabili per queste morti.
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