26 ottobre 2003

Sono tornato!

È da un po' che non aggiorno questo blog. Me ne scuso con chi lo segue/seguiva (soprattutto col Bovati, che non ha mancato di... esortarmi a scrivere in più di un'occasione), ma il primo mese passato qui a Tokyo non ha riservato molto che valesse la pena di essere raccontato. Inoltre, pessando circa 12 ore al giorno in ufficio, la voglia di scrivere era quella che era. Ma basta con le scuse, cercherò di rimediare.
Gli ultimi due weekend sono stati decisamente piacevoli, anche se non molto riposanti. Ma sono stati utilissimi per finalmente distogliere la mia attenzione dai fatti lavorativi, fin troppo presenti finora. A dire il vero, solo i due sabati sono stati degni di nota, visto che le domeniche sono state dedicate al riposo più assoluto e al recupero delle energie spese i giorni precedenti.
Sabato scorso mi sono visto con David e altri amici che non vedevo da tempo (beh, da quando ero andato via). Io, David e Miyuki, la sua ragazza, siamo prima andati a mangiare dell'ottimo ramen in un locale non troppo lontano da dove si trova il mio albergo, in pratica a metà strada tra Shibuya e Ebisu, su Meji Dori. Il locale è piuttosto famoso per il toro niku ramen, servito a scelta con brodo a base di shio (sale, ottimo), shoyu (salsa di soia) o miso (mmm... non so di preciso cosa sia... ehm...). Quello che rende il loro ramen speciale e incredibilmente delizioso è la carne che accompagna il piatto: carne sì di maiale, ma dal collo dell'animale. Questo taglio è estremamente gustoso e si scioglie letteralmente in bocca. Una meraviglia, davvero. E il tutto per 1300 yen.
Finito di mangiare, siamo andati a bere a Shibuya in un pub che in teoria dovrebbe essere inglese... vabbé, vi lascio immaginare quanto possano essere inglesi i pub a Tokyo. Quanto meno, le birre sono a buon prezzo. Lì siamo stati raggiunti da Ken, altro amico franco-giapponese di David che già conoscevo, e Tsukasa, amica di David che non avevo mai visto prima, piuttosto carina, e che mi auguro di riuscire a reincontrare quanto prima...
Dopo aver bevuto un po', verso mezzanotte abbiamo deciso di andare al Ruby Room, locale che è in pratica una grossa (nemmeno tanto, eh) stanza, con un bar e un angolo con due piatti e un dj. Nonostante le dimensioni ridotte, l'atmosfera è ottima, la gente è simpatica e i dj sono piuttosto bravi. Un unico neo: faceva un caldo bastardo, nonostante l'aria condizionata. Siamo rimasti lì fino alle 5 del mattino, ora di chiusura del locale. Dopo aver passato una buona mezz'ora di fronte al locale per salutare amici, dj e compagnia cantante, ci siamo finalmente avviati verso casa, dove sono arrivato alle 6 passate.
Inutile dire che il resto della domenica è stato passato a dormire e a riposarmi.
Ieri pomeriggio sono andato a fare un giro a Harajuku con Mathieu, il traduttore francese. Abbiamo girato per un po', e finalmente sono andato da Kiddy Land, un negozio che offre sei piani di giocattoli vari. Dettaglio folle: mentre guardavamo i giocattoli, abbiamo notato l'angolo dedicato a Saint Seya (i Cavalieri dello Zodiaco, in italiano), di cui Mathieu è appassionato. Tra i vari oggetti, ho notato una serie di modellini che avevano delle scritte in italiano. Sorpreso, ho controllato meglio. Beh, i giocattoli erano italiani in tutto e per tutto... erano della Giochi Preziosi! Uno viene in Giappone per comprare i giocattoli originali dedicati alle proprie serie preferite, e finisce per ritrovare quello che offre il giocattolaio sotto casa. Al secondo piano abbiamo trovato la sezione dedicata allo Studio Ghibli. Ho preso un bel po' di oggettini di Porco Rosso, Totoro, Laputa, Mononoke Hime e via dicendo. Mi sono dovuto imporre di andarmene, altrimenti avrei saccheggiato il negozio.
Dopo aver girato ancora un po' per Harajuku, siamo tornati a Shibuya, dove sono passato da HMV per comprare i nuovi cd di Strokes, David Bowie, UNKLE e Underworld (la raccolta 1992-2002).
Dopo esserci riposati in camera per un paio d'ore, abbiamo raggiunto David che era in un izakaya a Shinjuku, in compagnia di un gruppo di amici che comprendeva: due ragazzi americani (uno lo conoscevo già, Peter), due ragazze coreane e una ragazza giapponese. Il locale non era niente di speciale, ed era pure estremamente caro. Dopo essercene andati abbastanza in fretta, ci siamo trasferiti in uno dei tanti pub inglesi della catena Hub presenti qui a Tokyo, dove abbiamo proseguito la nostra sessione alcolica. Il caso ha voluto che il tavolo a fianco al nostro abbia accolto un gruppo di ragazze, tra cui due tipe occidentali abbastanza carine (abbiamo scoperto poi che erano irlandesi). David, piuttosto sbronzo, ha immediatamente attaccato bottone con loro.
C'è da dire che, a parte le due irlandesi, le altre tipe erano veramente dei cessi immondi. Ma questo fatto non ha fermato David, che, da un vero attaccante di razza [cit.], ha continuato ad applicare marcature asfissianti e pressing alto sul portatore di palla.
E mentre David si lavorava Laura, bionda e occhi azzurri, e mi dedicavo a Jean, moretta dagli occhi verdi. Verso le due, ora di chiusura del pub, siamo andati al karaoke. Lungo la via, abbiamo smarrito Laura e David che discutevano del fatto che lui avesse una ragazza (ehm... è scappato a me...). Il resto dei nostri amici era già andato a casa, così io sono rimasto con le tizie (ah, nel gruppo c'era pure tal Adam, americano del Maryland).
Tra canzoni e alcool in abbondanza, siamo arrivati alle 6 del mattino. La sorpresa finale è stata scoprire che una delle ragazze che sembrava beatamente addormentata su uno dei divanetti era in realtà svenuta e aveva cacciato l'anima sul pavimento. La poverina era in condizioni davvero pietose, tanto da non riuscire a nemmeno reggersi in piedi. Alla fine, tra una lacrima e qualche parola incomprensibile, abbiamo capito che voleva essere portata all'ospedale. Così, abbiamo chiamato un'ambulanza, che è arrivata in meno di 5 minuti.
Ci siamo poi salutati, e io sono andato alla stazione di Shinjuku per prendere il treno che mi avrebbe riportato a Shibuya. Ovviamente, sono riuscito a prendere quello che andava dal lato sbagliato, ma ho rimediato alla stazione seguente.
Alla fine della fiera, ero in branda alle 7:30 o giù di lì.
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