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18 luglio 2008

Ammazzarsi di lavoro

Questa espressione è solamente un metafora.

O, per lo meno, lo è in praticamente tutto il mondo tranne che in Giappone. In Giappone la gente si ammazza sul serio di lavoro. E spesso lo fa persino gratis, visto che lo straordinario e i corsi di aggiornamento sono considerati da molte compagnie dei "contributi volontari" da parte del lavoratore. Le ore extra arrivano addirittura a toccare le 80 ore settimanali. Pensateci, solo gli straordinari sono più del doppio delle normali ore lavorative di un comune impiegato occidentale.

La morte da lavoro eccessivo ha addirittura un nome in giapponese: karoshi (過労死). Negli anni '80 è stata riconosciuta ufficialmente dal governo giapponese come causa possibile di morte.

Le motivazioni che spingono i giapponesi ad arrivare a tanto sono molteplici, alcune tipicamente nipponiche, altre più comuni: la paura di perdere il posto, l'essere un grande lavoratore visto come un pregio da parte della società giapponese, il considerare il bene della collettività prima del proprio personale sono probabilmente le più importanti.

Questo è solo uno dei casi di karoshi in Giappone, la morte di un manager di un ristorante della catena Skylark, ma non è l'unico. Il solo lato positivo di queste storie tristi è che finalmente le compagnie cominciano a essere riconosciute responsabili per queste morti.

14 febbraio 2008

Non si finisce mai di imparare

Sono venuto piuttosto spesso, ma è la prima volta che mi capita di venire in questa stagione. Quindi è la prima volta che assisto al San Valentino giapponese.
Ora, sappiamo benissimo quanto piaccia ai giapponesi appropriarsi delle nostre tradizioni per riadattarle ai loro gusti e necessità, e la festa degli innamorati non fa eccezione.
Tradizionalmente, Natale è la festa delle coppie in Giappone, mentre ho scoperto che San Valentino invece è una più generica "festa dell'affetto", per così dire. Quindi è cosa abituale scambiarsi cioccolatini, regalini e carinerie assortite tra amici, colleghi e quant'altro. Soprattutto le ragazze sembrano adorare questa tradizione, con un continuo di risatine, inchini e cazzate del genere.
Per i primi minuti in ufficio non sono riuscito veramente che stesse succedendo. Poi ho chiesto lumi a un mio collega tedesco che vive a Tokyo, e lui mi ha spiegato l'arcano. E vabbè, abbiamo imparato una cosa nuova.

Per il resto, il primo giorno in ufficio si è svolto senza particolari scossoni. Ho rivisto amici e conoscenti che non incontravo da un anno abbondante e ho fatto la conoscenza di una delle coordinatrici del progetto a cui sto lavorando. E devo dire che, come mi avevo già detto in molti, è davvero carina, anche se un po' troppo magra.
Nota di colore: quando dicevo ai miei amici su cosa sto lavorando, la loro risposta è stata invariabilmente "Ah, that..."

Ah, ho anche rivisto una delle mie colleghe preferite, una delle ragazze più carine che conosca. Combinazione vuole che lavori al mio stesso piano... solo ottimo. Mi ha chiesto perché non le ho scritto per avvertirla che stavo arrivando. Ho evitato di farle presente che le avevo già scritto un paio di volte nel corso dell'anno, senza la benché minima risposta da parte sua... la stronza.

Eccoci di nuovo qui

A Tokyo, dico. In una fredda (ma veramente fredda) e assolata Tokyo.
Vi dirò, stavolta non avevo molta voglia di venire, ma non avevo molta scelta.

Il viaggio in aereo con la Virgin Atlantic è passato abbastanza in fretta, soprattutto grazie all'ampia scelta di film di ottima qualità. Tra l'altro, sui voli Virgin si può iniziare a vedere i film in ogni momento, e mettere in pausa quando si vuole. Solo ottimo.
Mi sono visto, nell'ordine:

- Ratatouille
Bello, ma non mi ha esaltato come The Incredibles. Ad averne di film così, ma la Pixar mi ha abituato a molto di meglio.

- The Darjeeling Limited
Questo film di Wes Anderson è un capolavoro, non ci sono cazzi. È difficile da spiegare, ma è semplicemente un piacere da vedere. Non c'è una singola cosa fuori posto: gli attori sono grandiosi, la colonna sonora è splendida, i colori sono incredibili. Guardatelo e basta.

- Michael Clayton
Bel thriller di Tony Gilroy che mette su schermo le ottime performance di George Clooney, Tilda Swinton, fresca di BAFTA per questo ruolo, e Tom Wilkinson. Appassionante, ben girato e mai troppo scontato.

- Bee Movie
Filmetto di animazione la cui vera, e unica, attrattiva è il doppiaggio di Jerry Seinfield. Per il resto sa tutto di già visto e già fatto, nettamente in meglio, dalla Pixar. Un misto di A Bug's Life e Monsters, Inc. senza l'inventiva e il brio della Pixar.

Tra i film da scegliere c'era anche Atonement, recente vincitore del BAFTA come miglior film, ma non me la sono sentita di guardarmi un film del genere in aereo. Avevo anche iniziato a vedere Paprika (non il film di Tinto Brass, bestie), ma l'abbiocco ha preso il sopravvento e non ce l'ho fatta e vederlo tutto. Sembrava interessante, peccato. Magari lo recupererò in futuro.

Unica nota di colore del viaggio è stato il mio vicino di sedile, un anziano giapponese che è riuscito a bere, nell'ordine, un whisky, un bloody mary, un bicchiere di vino e una birra dal servizio degli aperitivi a bordo alla fine del pasto, quindi nel giro di una mezz'oretta al massimo. Già mi aspettavo che saremmo dovuti atterrare da qualche parte in Russia per farlo scendere per ubriachezza molesta, ma invece si è comportato molto bene. Peccato.

Bon, è ora di prepararsi per andare in ufficio. Sono circa la 9.45 del mattino qui, è fa un freddo cane pure oggi. Crisbio.

Stavolta non sono in albergo, ma in un appartamento. Al più presto seguiranno foto e descrizione della casa tecnologica in cui mi hanno sistemato.

14 giugno 2006

Il blog mangiapost

Eh sì, perché questo post era già stato scritto e inviato, ma qualche oscuro motivo non è apparso sul blog. Poco male, lo riscrivo, bestemmiando un po' il signore dei blog e aggiungendo qualcosa, forse.

Allora, dov'ero rimasto? Ah, sì.

Il jet-lag è una rottura di coglioni immensa, è cosa risaputa, ma di solito è un problema che si risolve in una settimana o giù di lì... se non fosse per i Mondiali. Proprio così, i Mondiali. Rimanere alzati fino a notte fonda tutte le sere per guardare le partite non aiuta per niente. La mazzata della partita dell'Italia alle 4 del mattino poi è stata tremenda.
Ho tanto di quel sonno arretrato che la metà basta, e dormo male quando vado a dormire. È anche per questo motivo che in questi giorni non sono uscito per niente, sono davvero troppo stanco. Vabbè, basta cazzate.

Un lato positivo dello stare è casa è la possibilità di poter guardare un bel po' di TV giappo, veramente una roba indecente. Peccato che non ci capisca una mazza, ma solo guardarla è un vero spasso. Spazzatura allo stato puro.

'Sto weekend dovrei uscire, sempre che riesca a svegliarmi, s'intende.

9 giugno 2006

Incredibile!

Mi sono ricordato i dati di accesso del mio blog!

Questo significa che, con vostra somma gioia, posso riprendere ad aggiornarlo in occasione del mio ritorno in Giappone.

La storia è sempre la stessa: Square Enix mi ha offerto un progetto e io sono venuto in Giappone per completare i lavori sullo stesso. Ed eccomi qui ancora una volta. Stavolta rimarrò per quasi due mesi: il mio biglietto di ritorno è prenotato per l'1 agosto 2006.
Sono arrivato mercoledì, e il fuso orario si sta ancora facendo sentire. Come al solito, vengo in Giappone nel periodo peggiore dell'anno, la stagione delle piogge. Due palle infinite. Umido schifoso, pioggia e freddo. Questo per circa cinque settimane, poi il freddo e la pioggia saranno sostituiti dal caldo... Non vedo l'ora...

Tokyo è sempre uguale, non sembra essere cambiato niente. A essere sincero, non sembra che cambi niente da un bel po' di tempo. Sembra proprio che tutte quelle storie di un Paese sempre più povero (o comunque non ricco come prima) siano vere.

Sono contento di essere tornato. Venire in Giappone è sempre bello, ma più ci torno e più mi convinco che qui non vorrei viverci MAI. Lo stile di vita giapponese non fa proprio per me. Due mesi ogni tanto bastano e avanzano.

Ora basta, ho sonno e non ho voglia di scrivere troppo. Non so ancora cosa farò nel weekend, ma probabilmente mi vedrò con qualche amico che non vedo da tempo.

A presto!

24 settembre 2004

Attenzione ai dettagli

Penso che i giapponesi siano, tra tutte le popolazioni che mi è capitato di conoscere, quelli più fissati con la moda e le marche.
Attenzione, però. Questo non significa che vestano bene e che abbiano buon gusto. Significa solo che, se possono, non lesinano denaro su accessori costosissimi e che facciano scena, per così dire.

Per esempio, qualche giorno fa mi sono imbattuto in un gruppo di tre ragazzi, a occhio studenti. Erano tutti vestiti sullo straccione andante. Uno particolare ha attratto la mia attenzione. Indossava una maglietta bianca squallidissima e un paio di pantaloni verdi di un tessuto non identificabile. Il taglio dei pantaloni era veramente insulso... il mio pigiama è più trendy.
Ma il tocco di classe era la borsetta da donna di Louis Vitton che il giovine portava a tracolla con orgoglio.

Se invece di spendere un fottio di denari per una borsetta da donna si fosse comprato un paio di pantaloni decenti...

15 settembre 2004

Un popolo di lavoratori

In Giappone esiste un'occupazione per chiunque, anche per l'ultimo stronzo che passa per strada... o quasi.

È bellissimo camminare per strada e vedere i giapponesi al lavoro. Ci sono varie caratteristiche che saltano all'occhio, tutte più o meno divertenti. Eccovene qualcuna in ordine sparso.

- Di solito i giapponesi lavorano in branchi più o meno numerosi.

- Di solito c'è almeno un capo che osserva e dirige il lavoro degli altri.
Per esempio, l'altro giorno sono andato in pausa pranzo a mangiare in un grattacielo vicino all'ufficio, l'NS Building. Al 29° piano c'è una specie di ponte che collega i due lati del palazzo; il ponte ha pareti e tetto in vetro.
Mentre eravamo lì, c'erano tre operai intenti a pulire il tetto del ponte... dall'esterno!!! Tralasciando il rivolo di sudore freddo che mi scendeva lungo la schiena al solo guardarli, non ho potuto fare a meno di notare lo schieramento dei tre: due inginocchiati intenti a pulire il vetro e uno, al sicuro su una pensilina, che li osservava con fare distratto.

- Di solito c'è almeno un lavoratore che svolge una mansione di totale inutilità.
Un paio di divertenti esempi pratici. Tutte le mattine passo all'interno di un centro commerciale per arrivare in ufficio. Ci sono due serie di tre rampe di scale mobili da fare lungo la via. Ieri una delle rampe era sotto manutenzione. Ovviamente l'accesso alla scala mobile era bloccato da delle transenne, ma, visto che la sicurezza non è mai troppa, in cima alle scale c'era anche un simpatico omino che chiedeva scusa per il disservizio e indicava la via verso le scale mobili funzionanti.
Lungo la strada che faccio tutte le mattine per arrivare alla stazione di Shibuya c'è un palazzo in costruzione. Stamattina dovevano dare gli ultimi ritocchi al piano terra, quindi gli operai avevano transennato parte della strada per avere maggior spazio per terminare i lavori. Queste transenne causavano, ovviamente, un restringimento della carreggiata. Beh, il tratto transennato non era più lungo di una decina di metri e c'erano ben quattro omini, muniti di bandierine rosse e bianche a regolare il traffico. Peccato che la strada sia a senso unico...

Uhm... al momento non mi viene in mente altro, ma non mancherò di aggiornarvi nel caso dovessi ricordarmi qualche altro aneddoto divertente. Mata ne.

14 settembre 2004

Qualcosa da raccontare.

Finalmente.

La scorsa settimana è stata noiosa, molto. In ufficio c'è stata una noia mortale, la stanchezza si è fatta sentire e non ci sono stati eventi di particolare rilevanza nemmeno al di fuori dell'ambiente lavorativo.

Il fine settimana e il lunedì hanno invece regalato diverse cose che vale la pena di raccontare.

Partiamo da sabato sera.
Sono stato invitato, insieme a Mathieu ed Emiliano, a casa di Arnaud, un nostro amico francese. Lui vive a Nishi-eifuku, stazione che si trova sulla Inokashira Sen. La zona è molta bella e, a quanto pare, molto cara. E infatti casa di Arnaud si è rivelata davvero carina, non particolarmente grossa, ma arredata con gusto moderno, pulita e comoda. La condivide con un altro ragazzo francese che, a dirla tutta, è quello che "paga" la casa. "Paga" tra virgolette perché, in realtà, è la ditta per cui lavora a pagarla, mentre Arnaud dà una tantum al suo amico tanto per.
Gli invitati alla festa erano in gran parte ragazzi francesi e ragazze giapponesi. La cosa che saltava subito all'occhio era la totale assenza di ragazzi giapponesi. Non so bene a cosa fosse dovuto, ma è stata una coincidenza, sempre che di coincidenza si possa parlare, piuttosto buffa.
La serata è stata ottima, con molto alcool e molte chiacchiere e alcune situazioni bizzarre.
L'evento clou si è verificato dopo mezzanotte quando una ragazza giapponese piuttosto carina, con cui avevo già scambiato qualche parola nel corso della serata, è venuta a sedersi vicino a me. Di lì, è stata una continua chiacchiera culminata con... un casto scambio di indirizzi e-mail e una ripromessa di vederci quanto prima.
Se tutto va bene dovremmo vederci questo venerdì sera... speriamo bene...

Domenica, in preda al mal di testa da alcool, sono andato con David a mangiare il cheese ramen a Ebisu. Questa è una variazione del classico ramen giapponese, con l'aggiunta di una montagna di formaggio grattuggiato in mezzo alla zuppa e senza carne di maiale.
Inutile dire che era OT-TI-MO. Faceva anche un caldo porco, e la zuppa calda non ha aiutato di certo. Vabbé, ne è valsa la pena però.

Lunedì sera invece ho ricevuto una splendida e-mail di lavoro che mi informava dell'offerta di contratto di due mesi per una traduzione... in Germania... a Francoforte...

Inutile dire è stato uno dei migliori fine settimana degli ultimi tempi ^^

6 settembre 2004

Euforia sismica

Direi che questo mio terzo soggiorno in terra giapponese finora è stato contraddistinto soprattutto dal numero di terremoti che si sono verificati da quando sono arrivato. In meno di un mese ce ne sono stati già quattro.

Nella sola giornata di ieri ce ne sono stati due. Uno intorno alle 7 di sera, di cui io non mi sono accorto, ma che una mia amica ha sentito mentre eravamo in un locale a mangiare, e l'altro intorno a mezzanotte. Il secondo è stato piuttosto forte e lungo. Devo dire che, per quanto in Giappone ci si senta abbastanza al riparo dal rischio terremoti, stare in un palazzo (la mia camera d'albergo sta all'ottavo piano) che balla per circa un minuto com'è accaduto ieri sera è un'esperienza decisamente poco piacevole.

Subito dopo il terremoto, ho acceso la tv per vedere se c'era stato qualche danno. Fortunatamente, pare che non si sia fatto male nessuno, ma tutti i canali davano notizia dell'emergenza tsunami che interessava le coste sud-orientali dell'isola principale del Giappone (uhm... Hokkaido?).

L'intensità del sisma era, secondo la scala giapponese, 5- su un massimo di 7.

1 settembre 2004

[Terremoti] Bollettini

Stamattina, poco prima di pranzo, abbiamo registrato una lunga scossa sismica di bassa intensità.

Nessun danno registrato a cose, persone e agli indumenti intimi di quest'ultime.

31 agosto 2004

Sagre!

Sabato, Tokyo è stata palcoscenico di svariate matsuri, termine giapponese che significa "festa". Queste matsuri sono paragonabili, come spirito e atmosfera, alle sagre di paese che si svolgono in Italia soprattutto durante il periodo estivo.

Come ogni sagra che si rispetti, anche in Giappone la gente mangia e beve per strada a profusione. Molte persone, soprattutto le ragazze, sfoggiano splendidi yukata e sandali tradizionali.

Nel pomeriggio sono andato, in compagnia di vari amici, ad Asakusa, dove era in programma una festa brasiliana. Beh, sì, lo so, sembra una cazzata... e, a dover essere sinceri, lo era davvero. In pratica, era una specie di carnevale di Rio in versione triste, con branchi di giapponesi addobbati come dei palmizi brasiliani che si agitavano per le strade a ritmo di samba (a volte) e altra robaccia nippotecnopop. Il tutto era decisamente surreale, però faceva ridere assai. Allego una foto per rendere l'idea.

Nel frattempo, ci siamo anche concessi una piccola sosta in un ristorantino che serviva okonomyaki, i cosiddetti omelette giapponesi (quelli di Kiss me Licia), cotti sulla piastra presente su tutti i tavoli. Ovviamente, era tutto ottimo come al solito.

Verso le 5 del pomeriggio abbiamo chiamato David e ci siamo dati appuntamento con lui a Shibuya, per poi dirigerci verso Koenji, dove ci aspettava un'altra matsuri, questa volta vera e giapponese. L'atmosfera che si respira in queste feste è molto verace, viva. La gente è più tranquilla, rilassata e a proprio agio, ed è evidente la differenza e l'apertura delle persone in queste occasioni rispetto alla diffidenza e il malumore serpeggiante che talvolta si respira sui treni in orario d'ufficio. Come biasimarli, del resto. Ma andiamo avanti.
Oltre a mangiare e bere come delle bestie, le matsuri sono famose per le danze tipiche che animano le strade. Quella di Koenji è la manifestazione di questo genere più grande di Tokyo. Per un weekend intero, per ore e ore, varie scuole di danza tipica (non chiedetemi il nome, purtroppo non lo so) sfilano per le strada, a ritmo di tamburi, campanellini e altri strumenti vari. Aggiungo varie foto per farvi capire di cosa parlo.

Purtroppo, le foto non trasmettano i suoni e i rumori della serata, che sono stati parte integrante della splendida festa. Eccovene un po': 1, 2, 3, 4, 5, 6.

Finita la festa, ci siamo ritirati in un bar per riposare le stanche membra e prendere da bere. Mentre eravamo lì, il gruppo tradizionale locale è arrivato e ha dato una piccola esibizione per gli avventori. Davvero molto carino.

Poi, visto che avevamo fame, siamo andati in uno yakiniku di proprietà di una signora molto simpatica. E poi, visto che l'ora era tarda, ci siamo avviati verso casa.

26 agosto 2004

I giapponesi e l'ingrese

I giapponesi hanno un rapporto piuttosto conflittuale con le lingue straniere, specialmente con l'inglese.
La lingua giapponese è molto differente dalla nostra. Tra le sue particolarità che saltano subito all'occhio c'è l'incapacità pressocché cronica dei giapponesi di pronunciare e leggere la lettera "l"; altra cosa piuttosto buffa è la l'impossibilità della lingua giapponese di avere consonanti senza vocali: per esempio, Alessandro, per un giapponese, è una cosa tipo Aressandoro. Sono bellissimi, nevvero?

Per esempio, ieri sera sono andato a mangiare fuori con il collega francese, Mathieu, in un localino minuscolo a Shibuya che serve uno dei curry giapponesi (diverso da quello indiano) più buoni della città. Ci eravamo già stati, quindi sapevamo più o meno come destreggiarci tra i vari menu pieni di kanji, ma il cameriere, gentilissimo, ci ha portato un menu in inglese. Era tutto scritto in inglese più che decente, se non fosse stato per un indecifrabile "Cram curry". Nemmeno Mathieu aveva idea di cosa potesse essere quel "cram", così, preso da irrefrenabile spirito di avventura, decido di ordinarne una porzione.
Tempo qualche minuto, mi arriva la pietanza che avevo chiesto: riso e curry con le vongole. Sì, vongole, clam in inglese, cram per il giapponese medio. Era tutto molto buono come al solito, peccato che io, ignaro di quello che avevo appena ordinato, avessi aggiunto al tutto un po' di pollo fritto... sì, insieme alle vongole... Vabbé, poteva andare peggio.

Fortunatamente per noi, l'idiosincrasia nipponica per le lingue straniere non si ferma alla mera forma, ma si estende anche ai concetti espressi con la stessa. È molto facile trovare magliette, pubblicità e quant'altro con testi in inglese che non hanno il benché minimo significato compiuto. Certe cose hanno veramente dell'incredibile. Per farvene un'idea migliore, vi consiglio vivamente questo sito che è qualcosa di fenomenale.

25 agosto 2004

Terremoto

Il primo di questo mio terzo soggiorno in terra nipponica.
C'è stato ieri sera, appena dopo la fine della partita dell'Italia contro l'Argentina.
La scossa è stata molto breve e di bassa intensità.

Ne seguiranno altre?

24 agosto 2004

E dopo il judo...

È la volta della lotta greco-romana. Che figata.

Le Olimpiadi in Giappone sono un evento televisivo importante come, penso, nel resto del mondo. La cosa che però contraddistingue i giapponesi è il loro feticismo per ogni disciplina che veda impegnati dei loro connazionali, con o senza speranze di medaglia. Il resto è il nulla.

A parte quei pochi sport che vedono degli atleti nipponici impegnati, in tv non passano nient'altro. Pochissimo calcio, pallacanestro nemmeno a parlarne. A farla da padrone, nei giorni passati, è stato il judo (o è lo?). Ogni volta che accendevo la tv, c'era almeno un canale che mostrava qualche evento di judo, in diretta o in differita, di giorni fa o recente, senza soluzione di continuità.
Degni di nota anche i passaggi televisivi delle competizioni di nuoto, di pallavolo (rigorosamente femminile), baseball e softball.

Ora invece, visto che il torneo di judo pare essere finito, in tv spadroneggia la lotta greco-romana, soprattutto femminile, sport che, con tutto il rispetto per questa nobile disciplina, mi mette addosso una tristezza infinita. Quando poi è accompagnata dal commento esaltato di due giapponesi... vabbé, lasciamo perdere.

L'atletica passa in tv regolarmente, ma mi sembra che sia comunque messa in secondo piano rispetto ad altre discipline. Vi lascio immaginare l'esaltazione dei commentatori in occasione della vittoria della giapponese nella maratona femminile...

Ditemi voi se è possibile rimpiangere la RAI...

21 agosto 2004

Primo venerdì sera fuori

E prima sbronza.
Com'era facilmente prevedibile, la prima serata in giro con David è risultata devastante per il mio stomaco.

Vorrei scrivere, ma sono veramente in condizioni pietose. Vi basti sapere che mi sono svegliato alle 4 del pomeriggio e mi sento veramente da schifo. Però mi sono divertito ieri sera, quindi va bene lo stesso... più o meno.

Aggiungerò qualcosa più tardi, ora non ce la faccio proprio.

18 agosto 2004

Ho appena messo su la lavatrice

Il manuale è in giapponese.

Tutti i comandi sono in giapponese.

Speriamo bene.

Allego foto esplicativa.

Ahahahahahah

Ahah... ah... Meglio prenderla a ridere, perché altrimenti c'è veramente da piangere.

Sono le 10 del mattino, e ci sono già 31°!!!

17 agosto 2004

Ai cazzo di tropici

Cioè, sticazzi, io non vorrei fare la figura di quello che si lamenta sempre. Va bene, sono a Tokyo tutto spesato, faccio un lavoro più che discreto pagato bene, ho la salute dalla mia e, a parte non chiavare, direi che non non c'è niente che non vada per il verso giusto al momento, però, puttana merda, stasera girare per Tokyo equivale a gettarsi in una pentola d'acqua calda.
Sul sito della BBC danno 26° con l'86% di umidità. Non so voi, ma io un tempo così dimmerda penso di non averlo mai provato.

E speriamo che le previsioni per domani abbiamo azzeccato l'umidità relativa (51%), perché altrimenti, con una massima prevista di 35°, rischio veramente di collassare per strada.

14 agosto 2004

Jet lag

Ed eccolo qui, in tutta la sua pomposa invadenza, di fianco, intorno e, soprattutto, dentro di me, anche se ancora non lo sapevo.

Quando ho letto l'ora di atterraggio del mio volo (9 del mattino, per i più disinformati), ero sicuro che il primo giorno e la prima notte sarebbero stati piuttosto duri.
La giornata è andata tutto sommato bene, non ho sofferto più di tanto la stanchezza, ma, probabilmente, il cedimento che ho avuto intorno alle tre del pomeriggio, quando mi sono concesso circa tre ore di sonno, ha scombinato ancor di più il mio già traballante orologio biologico.

E poco importa che ieri sera sia andato a dormire verso le undici e che fossi piuttosto stanco. Ora mi ritrovo qui, di fronte al portatile, incapace di riaddormentarmi nonostante la stanchezza, a scrivere queste righe per passare il tempo.

Ma questo brano sarà presto finito, e io mi ritroverò in compagnia del dilemma di che cazzo fare fino all'ora di pranzo, quando mi vedrò con Siraj e David per andare a mangiare qualcosa insieme in zona Shinjuku.

Uffa...
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